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Recensione

"Cuono Gaglione" di Valentina Gaglione

L’ultima produzione di Gaglione è una vasta raccolta d’opere dove si evidenzia tutta la meridionalità, intesa come sentimenti, sensazioni e stati d'animo, di cui artista napoletano da qualche tempo inserito in terra di Sicilia.
Questi quadri, queste "finestre" aperte sul meridione, richiamano l'accostarsi di due tempi: quello fermo della nostra memoria, pullulante esclusivamente di ricordi e quello in movimento del reale, che scorre incondizionatamente non curante dei nostri processi mentali.
L'eccessiva generosità dei colori, spesso caldi, il loro ricondurci ad atmosfere luminose e soleggiate, ad essenze affioranti, tendono a celare la malinconia di fondo dei soggetti, su cui ricade una profonda riflessione; una lente d'ingrandimento che pone il suo fuoco sui problemi che spesso affliggono l'umanità, sugli ostacoli invalicabili che da sempre si ostinano sulla gente del Sud.
Ecco che, nell'itinerario dell'esposizione, gli svariati soggetti parlano anche chiaramente, enucleano le diverse "verità" della vita, le gioie e i dolori, che, anche nell'ipocrisia, beffardagine e ironia, la rendono pur sempre vita.
Dai "Pulcinella" agli "Eduardo", dai "paesaggi" alle "nature morte", si espleta,in queste opere, un forte espressionismo, tutte sintesi e nello stesso tempo analisi dei diversi momenti dell'essere.
Esiste un filo conduttore tra il "Pulcinella" e l"'Eduardo"; entrambi rappresentanti di teatralità e, così come l'esistenza spesso è finzione, ciò che accade sul palcoscenico, a volte prende in prestito gli avvenimenti dalla vita stessa.
Pulcinella, non vive solo sulla scena, ma è anche la maschera che ogni uomo indossa per nascondere a se stesso il succedersi, suo malgrado, degli eventi; è la maschera che indossiamo per la paura di rinunciare ai sogni, il personaggio che impersoniamo per non "crescere", ma in fine è anche quella che ci permette di continuare. Quando tutto il resto fuori ci delude, rappresenta il nostro piccolo mondo, l'alcova dove amiamo rifugiarci, la parte più nascosta di noi stessi.
Ma Pulcinella è anche quella maschera tradizionale napoletana che molte volte, il grande Eduardo De Filippo, con le sue eccellenti doti interpretative, ci ha regalato nelle sue commedie, le stesse cui noi abbiamo sorriso.

 

 

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