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Recensione

"Cuono Gaglione e il suo Pulcinella" di Marina Dionisi

Cuono Gaglione - Pulcinella è una figura dalle diverse sfumature: è voce degli oppressi, eterna malinconia, anima di un popolo, morte, rassegnazione e vita. Pulcinella infatti è spesso ritratto vicino ai suoi concittadini, presente nelle loro esistenze e nelle loro sofferenze:l'Emigrante è il quadro che dimostra quanta strada abbia fatto la maschera nel cuore della gente grazie al pennello dell'artista. Quasi sfigurata dalla liquidità del colore, dal fondo sorge l'immagine stanca del Pulcinella emigrante, mollemente seduto in attesa di una speranza che forse non arriverà mai.
Ma Pulcinella non rappresenta solo la solitudine e l'abbattimento. Nella sua doppiezza - I due Pulcinella e La resa - riesce a manifestare la forza di cambiare e di risorgere con immutata violenza. Ne sono testimoni il rosso che esce timidamente dalle maniche del Pulcinella de "La resa", non vinto ma forse in attesa, e "I due Pulcinella" anch'essi caratterizzati dal rosso accesso della sottoveste che esce dalla tunica bianca. Quasi quel colore si impossessasse delle azioni (le mani) del personaggio dandogli la forza di reagire e di combattere. Ma l'artista ci mostra che non è solo la volontà di reagire e di ribellarsi che caratterizza Pulcinella. Ne "La ricchezza di Pulcinella" il personaggio viene dipinto nella sua rigidità, nella compostezza e nella silenziosa dignità. Ma la ricchezza di Pulcinella è la vicinanza con la sua terra, con quei colori forti e sfacciati che gli permettono di recuperare la propria natura, presente nella spensieratezza de "O'sunatore". Un Pulcinella, quindi, variegato quante sono le pieghe che l'artista Cuono Gaglione, con particolare cura, rappresenta nella sua veste: povera nel colore, ma sontuosa nelle fattezze. Pulcinella è il cuore del suo popolo perché non lo abbandona mai. E'questo quello che sembra volerci comunicare con tanta poesia e delicatezza il pennello di Gaglione, un artista che non ha paura di inserire la figura di Pulcinella anche alle proprie spalle: simile ad un amico e ad un angelo custode e al tempo stesso ritratto legato, quasi mostrasse chiaramente l'impossibilità di essere completamente se stesso. Ma Pulcinella è stato, è, e sarà per sempre. Questo sembra volerci comunicare il Pulcinella più espressivo della mostra, quello che ci guarda con gli occhi conosciuti e malinconici di Eduardo De Filippo, uno dei più grandi interpreti della commedia dell'arte. Sembra volerci ricordare che Pulcinella si trova dentro ognuno di noi: pronto a vestire i panni di ogni sognatore, a condividere il peso delle sconfitte e la gioia della vita... essa stessa, con le sue contraddizioni, più simile a una commedia dell'arte di tante opere adattate alla scena.

 

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