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Recensione

"Un figlio di Acerra porterà in Europa la testimonianza dell'appartenenza a Dio con la sua pittura" di Mons. Antonio Riboldi Vescovo Emerito della Diocesi di Acerra

Carissimo Cuono,
premetto il mio orgoglio di saperlo "figlio di questa piccola città di Acerra che tra le tante sofferenze o piaghe, se vogliamo - ma dove non ci sono speranze e angosce, gioie e malvagità e ingiustizie nel mondo? Ha generato tuttavia figli di grande valore religioso, umano
e culturale o artistico, come lei.
Non è facile emergere nel campo dell'arte, fino al punto da essere invitato in questo semestre di presidenza dell'Italia, ad un "Vernissage di arte pittorica" a Bruxelles. Bisogna davvero avere espresso maturità e bellezza tale da meritare un podio in Europa. E conoscendo, anche se in parte, la sua vita di artista nel mondo, posso testimoniare che merita veramente l'onore che gli è stato dato.
Si sta discutendo tanto in questi tempi sulla costituzione prossima della nuova Europa, ossia quell'anima in cui riconoscersi tutti. Pare che pongano difficoltà a riconoscere che l'Europa ha un'anima costruita dai popoli in duemila anni della sua storia: un'anima che ha il nome di Cristo, Figlio di Dio. Un'anima che se si conserva e su lei ci si modella non si può che pensare ad un futuro tutto fondato sulla giustizia, sulla libertà, sulla solidarietà e sulla verità, che sono i cardini della pace.
La stessa arte in Europa è tutta un inno alla sua fede in Cristo: è il suo vanto è la storia della fede dei popoli nei secoli.
La sua stessa arte, carissimo, trae le sue origini da questa meravigliosa terra napoletana, che non ha sempre coltivato, pure tra tante sofferenze, anche oggi, il suo animo che ha tante sfumature d'arte. E' come quella canzone che un giorno irritò il Re Ferdinando, come e nelle commedie di De Filippo, mi pare. E quando fu chiesto chi ne era l'autore rispose: "Maestà, a Napoli il popolo è l'autore: difatti la canzone altro non è che una nota che esce da una via, un'altra da un vicolo e via dicendo, fino a diventare musica di popolo".
E credo, caro Cuono, che la sua arte sia quest'anima che ha raccolto dalla preziosa magia napoletana, italiana, ma soprattutto cristiana di cui è piena la tua educazione, la tua vita, la tua esperienza.
E l'Europa ha bisogno di ritrovare quest'anima. Scrive il Santo Padre nella stupenda enciclica Chiesa in Europa: Per dare nuovo slancio alla propria storia, l'Europa deve riconoscere e ricuperare con fedeltà creativa quei valori fondamentali, alla cui acquisizione il Cristianesimo ha dato un contributo determinante, riassumibile nell'affermazione della dignità trascendente della persona umana, del valore della ragione, della libertà,della democrazia, dello Stato di diritto." L'Europa è chiamata a ritrovare la sua identità" (E.E.n.109).
E' davvero una grande e stupenda opera quella che lei sta compiendo in Europa. Le faccio tanti auguri da questa "sua" città che amo tanto. E l'accompagni sempre l'amore di Dio che è sempre vicino ai suoi figli e ai suoi figli dà quei doni che in lei è la creatività artistica.
La benedico di cuore.

 

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